Complice il clima natalizio partito schizofrenicamente a tempo record, propongo un regalo davvero utile alla collettività: invece di avvelenare i panettoni della Nestlé, quest’anno avvelenate il prossimo libro di Bruno Vespa. Poi incolpate Umberto Eco.
~ Archivio del 5 novembre 2010 ~
Un’altra serie di articoli degni di lettura, per il secondo round contro la domenica pomeriggio (che ha più vite di tu-sai-chi) e per andare un po’ anche al cinema, perdiamine!
Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares
Fernando Pessoa
Feltrinelli, Milano 2000
Si potrebbe liquidare il tutto dicendo “Una sega mentale di 280 pagine.” Non che non sia vero, eppure ci sono frammenti scritti meravigliosamente che toccano indiscutibilmente malesseri molto umani, e si scopre che un secolo fa qualcuno aveva già il male di vivere che certi psico-sociologi attribuiscono al decadimento di questi anni.
Il che potrebbe anche voler dire che nell’ultimo secolo non abbiamo fatto nessun passo avanti.
Ma senza divagare: nonostante la pesantezza e un’impressione di cupio dissolvi, il libro merita, specie se si è di animo propenso allo spleen. Come ha scritto un certo Marco su Anobii, “i pensieri di molti esposti come pochi.”
E poi, senza questo libro non esisterebbe questo blog.
