Stanley Kubrick e Me » Recensioni http://www.emiliodalessandro.it Rivelazioni e cronache inedite dell'assistente personale di un genio. Mon, 30 Jan 2017 09:28:36 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.4.1 Recensioni di “S is for Stanley” http://www.emiliodalessandro.it/2015/10/recensioni-di-s-is-for-stanley/ http://www.emiliodalessandro.it/2015/10/recensioni-di-s-is-for-stanley/#comments Mon, 19 Oct 2015 10:07:51 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=581 Il documentario “S is for Stanley” di Alex Infascelli è stato proiettato sabato 17 Ottobre alla Festa del Cinema di Roma, nella sala cinematografica del MAXXI, stracolma di gente.

Un’accoglienza davvero calorosa, con tante risate e lacrime di commozione per la curiosa storia d’amore tra Emilio e Stanley, come l’ha definita lo stesso Infascelli nella conversazione con Mario Sesti a fine proiezione.

Un po’ di reazioni a caldo dalla stampa di questo weekend:

Una miniera dorata di ricordi che l’uomo, oggi 73enne, ha tenuto nel suo cuore “per rispetto a Stanley” dal momento in cui ci ha lasciati nel 1999. L’incredibile storia di Emilio e del suo rapporto col regista più idolatrato di tutti i tempi si è tradotto nel bel documentario S is for Stanley per la regia di Alex Infascelli, una delle piccole perle odierne della 10ma Festa del Cinema di Roma.
Il Fatto Quotidiano

S is for Stanley di Alex Infascelli è più di un docu-film. E’ un racconto in grado di colpire al cuore chiunque abbia amato uno dei registi simbolo del cinema. Sentieri Selvaggi

Il miracolo del film è proprio nella sua qualità umana. Divi celeberrimi e film che hanno fatto la storia del cinema finiscono sullo sfondo, in primo piano ci sono Stanley, Emilio, le loro compagne, le loro esistenze cementate dalla fiducia e dalla stima. La Stampa

Il documentario scorre che è una bellezza, malgrado Infascelli e i suoi sceneggiatori, Vincenzo Scuccimarra e Filippo Ulivieri non abbiano potuto utilizzare neanche un fotogramma dei film di Kubrick. Ma l’archivio personale di Emilio è sterminato e la fantasia dei tre anche. Foto, scritti e perfino suoni dell’epoca rendono perfettamente l’idea; non ti accorgi neanche che i film non ci sono. Un equilibrio e una attenzione alla scelta dei dettagli che molto rivelano dell’amore che lo stesso Infascelli ha sempre nutrito per Stanley. Proprio a Filippo Ulivieri invece si può dire che vada fatto risalire il merito di avere portato alla luce la storia di questa strana coppia. Massimo esperto di Kubrick in Italia e curatore dell’Archivio Kubrick, convinse Emilio d’Alessandro a scrivere le sue memorie, pubblicate tre anni fa nel libro Stanley Kubrick e me, libro dal quale è stato tratto il bel documentario di Infascelli. Un film che potrebbe/dovrebbe andare nelle sale perché, come dice il regista “in fondo è una storia d’amore, con le regole di una storia d’amore: c’è l’incontro, la vita insieme, la crisi, l’abbandono e il ritorno”. [...] S is for Stanley è un gioiello che sarebbe piaciuto anche a quel grande rompiscatole, genio e manipolatore che era Stanley Kubrick. Globalist

La struttura del documentario è lineare, efficace, con una regia emozionale ed ironica, dove troviamo la voce stessa di Infascelli a fare da narratore, intervallata dai ricordi di Emilio, il cui racconto si snoda su due binari paralleli. Da una parte la ricostruzione, ricca di dettagli, della filmografia del regista che dal 1971, con Arancia Meccanica, arriva fino al 1999 con Eyes Wide Shut, l’ultimo film di Kubrick, portato a termine proprio grazie al tuttofare italiano, ex promessa mancata della Formula 1, e pieno di omaggi del regista alla loro amicizia. Dall’altro racconta una storia inedita, quella di un rapporto umano, filtrato da quello professionale, grazie al quale scopriamo qualcosa di più del Kubrick privato. Ascoltare Emilio è come sbirciare tra le pagine di un diario privato, stracolmo di ricordi che fanno sorride e luccicare gli occhi. Ciak

A distanza di quasi dieci anni dalla sua ultima opera per il cinema, Alex Infascelli torna sul grande schermo con S is for Stanley, uno splendido documentario che narra l’incredibile storia di amicizia tra l’autista Emilio D’Alessandro e Stanley Kubrick. [...] Uno di quei soggetti da film che ti portano a ridere per il livello di irrealtà e improbabilità che una cosa del genere possa realmente accadere. Se non fosse che tutto ciò sia davvero accaduto. [...] Infascelli si affida completamente alle parole del protagonista cariche di ironia e commozione, costruendo attraverso lettere originali, foto e gli oggetti di scena, la piccola grande storia di un umile signore che ebbe il privilegio di vivere al fianco di chi ha lasciato il segno nella Storia con la “S” maiuscola. Un film divertente capace di emozionarti nel profondo. Cinema Italiano

La S. Così, con questa lettera, si firmava uno dei più grandi registi della storia del cinema, Stanley Kubrick. E con questa lettera, la S, terminavano migliaia di bigliettini che il suo autista, assistente personale, nonché braccio destro, Emilio D’Alessandro, conserva gelosamente tra i suoi ricordi più cari. [...] Ogni oggetto, ogni foto, lettera o biglietto è legato ad un episodio dell’avventura straordinaria che ha vissuto accanto a Kubrick. Così da quell’incontro nasce un documentario che proprio grazie a quei bigliettini scritti dal pugno del regista, meglio di tante altre opere, è riuscito a rappresentare il carattere schivo ma allo stesso tempo forte di Kubrick, e che ne risalta anche il lato umano e fortemente sentimentale. Un ritratto privato molto forte e vivace dei due protagonisti e della loro grande energia in un documentario che sceglie di essere distaccato, non entra in facili sentimentalismi e non dà spazio a forme retoriche o ridondanze. Close-up

Cos’è la vera amicizia? Può essere un sentimento che nasce per caso e si rafforza nel corso di un viaggio, a volte bello, a volte brutto. Lungo la strada si parla poco: ci sono tante avventure da vivere insieme e non servono grandi discorsi per capirsi. S is for Stanley è soprattutto la toccante storia di un’amicizia durata trent’anni. Il Giornale

S is for Stanley
Regia: Alex Infascelli
Durata: 58′
Produzione: Kinethica, Lock And Valentine
Con: Emilio D’Alessandro, Janette Woolmore, Alex Infascelli
Sceneggiatura: Alex Infascelli, Filippo Ulivieri, Vincenzo Scuccimarra
Musiche: John Cummings
Montaggio: Alex Infascelli
Fotografia: Edoardo Carlo Bolli, Luigi “Gigi” Martinucci
Suono: Francesco Geraci (presa diretta), Alessandro Boscolo (presa diretta), Luca Cafarelli (presa diretta), Maurizio Argentieri (sound design)
Produttore: Inti Carboni, Alex Infascelli, Federica Paniccia, Lorenzo Foschi, Davide Luchetti
Voce narrante: Alex Infascelli
Voce Stanley Kubrick: Roberto Pedicini

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Due persone di grandissimo spessore http://www.emiliodalessandro.it/2013/02/due-persone-di-grandissimo-spessore/ http://www.emiliodalessandro.it/2013/02/due-persone-di-grandissimo-spessore/#comments Thu, 07 Feb 2013 16:30:50 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=457 La storica rivista Cineforum ha recensito Stanley Kubrick e me nel numero di novembre 2012.

Quello che colpisce e piace di Stanley Kubrick e me, oltre al fatto di essere un formidabile sguardo “dal di dentro” della macchina creativa kubrickiana, è il tono con cui sono raccontati da D’Alessandro quasi trent’anni della sua vita: pacato, divertito, commosso, senza retorica né autocompiacimento.

Kubrick fu un datore di lavoro esigente, ma amichevole, amante della precisione ma non maniacale, per niente ossessionato dalla segretezza ma giustamente attento alla riservatezza del suo lavoro come all’intimità della sua famiglia. [...]

Stanley ed Emilio, un po’ Don Chisciotte e Sancho, un po’ Sherlock Holmes e Watson, rimangono nella memoria come persone di grandissimo spessore.

Arturo Invernici

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Recensioni dai blog http://www.emiliodalessandro.it/2012/12/recensioni-dai-blog/ http://www.emiliodalessandro.it/2012/12/recensioni-dai-blog/#comments Tue, 11 Dec 2012 13:51:58 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=393 Oltre alle recensioni sulla carta stampata e ai commenti dei lettori che arrivano via email, sul libro “Stanley Kubrick e me” hanno scritto diversi blogger italiani. Di seguito una selezione.

Si tratta di una fantastica cavalcata attraverso il privato di Kubrick, cioè una delle cose meno conosciute al mondo. [...] Il libro narra trenta anni di ricordi, episodi e aneddoti. Imperdibile.
CAP40139

Emilio D’Alessandro con Filippo Ulivieri racconta benissimo il film di una vita (della sua vita) fianco a fianco di Kubrick, e riesce a farlo in tono misurato, lieve, appassionante, gradevole. Ne scaturisce il ritratto inedito di un uomo poco comune, alle prese coi piccoli/grandi dilemmi della quotidianità e di un regista raccontato a partire dal “dietro le quinte” dei suoi film. [...] Se amate leggere di cinema e di vita vera – che a volte, come si sa, supera la stessa fantasia – non perdetevi questo libro. Costa 17 euro e li vale tutti.
Solo libri, Mario Bonanno

Il numero di biografie e saggi critici dedicati all’autore di Full Metal Jacket e Barry Lyndon è astronomico ma, pur portando Kubrick sin nel titolo, questo splendido libro non rientra in nessuna delle due categorie. Ogni lettore potrà spaziare nella messe di aneddoti, testimonianze e foto che stipano le pagine del libro e scegliere i suoi preferiti [...] ma il punto di forza del libro è la fondamentale estraneità del suo autore all’universo artistico di Kubrick. [...] Dal suo punto di vista eccentrico e privilegiato, Emilio assiste alla genesi e alle più disparate vicende produttive di un manipolo di pellicole che sono entrate nella storia. E le racconta con una semplicità e una vicinanza irripetibili.
Il Primo Amore, Teo Lorini

E’ meglio mettere subito le cose in chiaro: qualsiasi appassionato di Kubrick non può fare a meno di leggere questo libro. Il racconto infatti non solo svela alcuni retroscena irresistibili della lavorazione dei film di Kubrick, ma tratteggia un’immagine inedita, privata e affascinante del Kubrick dietro la macchina da presa. Grazie al sentito ed emozionante racconto di D’Alessandro si intuisce infatti come Kubrick fosse una persona gentilissima, generosa, molto intelligente, sensibile e per questo spesso diffidente, sempre in fermento, dotata di grande energia ed ironia, vittima di alcune assurde manie come solo le grandi menti possono essere. [...] Il racconto lucido, ironico, sincero e pieno d’affetto di Emilio D’Alessandro colpisce direttamente al cuore, appassiona come se si stesse parlando delle avventure del protagonista di un romanzo epico, e rende giustizia a due persone eccezionali, ognuna a modo suo.
Eyes Wide Ciak, Valentina Ariete

“Stanley Kubrick e me” è un libro straordinario, consigliabile non solo a chi ama Kubrick e il cinema ma a tutti. [...] La lezione che si trae dalla lettura di questo libro ricchissimo di episodi inediti è che dietro ogni genio c’è una galleria di volti, voci e affetti che nell’ombra, giorno dopo giorno, fanno sì che l’arte possa generare i suoi frutti, dietro ogni capolavoro c’è un Emilio senza il quale, probabilmente, l’ingranaggio che ha funzionato perfettamente si sarebbe inceppato. Emilio ci ha restituito il Kubrick uomo, gentile, timido, pieno di attenzioni verso tutti, incapace di trovare un rotolo di spago nella sua enorme casa ma capace di girare una serie di capolavori assoluti del cinema dedicandosi al compito senza risparmiarsi, arrivando ogni volta allo stremo delle forze. Senza pettegolezzi e rivelazioni scabrose, questo libro rivela il Kubrick uomo meglio di quanto avrebbe potuto fare qualsiasi scrittore professionista o critico cinematografico. Una lettura avvincente, una doppia biografia inusuale e originale, un libro che ha qualcosa da dire e da insegnare. Al giorno d’oggi, non è poco.
A Ciascuno il Suo, Pietro Bertino

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Un libro a suo modo strepitoso http://www.emiliodalessandro.it/2012/10/un-libro-a-suo-modo-strepitoso/ http://www.emiliodalessandro.it/2012/10/un-libro-a-suo-modo-strepitoso/#comments Thu, 11 Oct 2012 11:13:07 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=332 L'autista di Kubrick - Alberto Crespi - L'Unità 02.10.2012Alberto Crespi è tornato a scrivere della storia di Emilio dopo l’articolo su Globalist: nell’inserto culturale del quotidiano L’Unità di martedì 2 ottobre, Crespi racconta con gusto alcuni aneddoti rivelati nel libro e definisce Stanley Kubrick e me  ”forse il libro più importante mai scritto su questo regista”.

Questi e altri numerosissimi dettagli della sua vita quotidiana (attenzione: quotidiana, non privata. Niente gossip!) vengono da un libro a suo modo strepitoso appena pubblicato dal Saggiatore: “Stanley Kubrick e me”, di Emilio D’Alessandro (scritto in collaborazione con Filippo Ulivieri, 354 pagine che si leggono d’un fiato, 17 euro benissimo spesi). [...]

“Stanley Kubrick e me” è forse il libro più importante mai scritto su questo regista. Perché regala un ritratto privato «caldo», addirittura commovente nelle ultime pagine dedicate alla scomparsa di Kubrick. E perché ottiene un effetto paradossale: fa piazza pulita di tutte le leggende un po’ idiote che per anni sono circolate su Kubrick, ma per certi versi le rinfocola, e ne crea di nuove. Il regista è descritto come un uomo sempre concentratissimo sul lavoro, capace di succhiare il sangue ai collaboratori, ma anche umanissimo, simpatico, generoso, spiritoso. Emilio deve aver patito le pene dell’inferno, in certi momenti, ma si capisce dal libro che rifarebbe tutto. E, attenzione: non per cinefilìa! I passaggi forse più spassosi sono quelli in cui Kubrick lo tampina per capire se ha visto i suoi film, e D’Alessandro gli confessa candidamente che vede solo film western («Quando girerai un western, lo vedrò»: peccato non sia successo). [...]

Il rapporto fra i due è di lavoro, ma soprattutto di amicizia, di reciproca dipendenza e, col tempo, di grande affetto. E proprio l’affetto rende «calde» anche le pagine in cui Emilio, forse senza volerlo, smantella la leggenda.

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Una storia di genio e dolcezza http://www.emiliodalessandro.it/2012/09/una-storia-di-genio-e-dolcezza/ http://www.emiliodalessandro.it/2012/09/una-storia-di-genio-e-dolcezza/#comments Mon, 24 Sep 2012 17:00:53 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=298 Mario de Santis di Radio Capital ci ha intervistati durante il Festivaletteratura di Mantova per la rubrica Soul Food che parla di libri, arte e teatro. Nell’articolo che accompagna il piccolo estratto dell’intervista attualmente disponibile online, de Santis ha definito Stanley Kubrick e me  ”una storia di genio e dolcezza”.

Col tempo Emilio è diventato una figura quasi ombra del grande Stanley; tra loro si è creato un legame indefinibile, un’amicizia sottile e misteriosa. Emilio è diventato quasi un totem affettivo [...]

Un libro appassionante per i mille dettagli della storia del cinema kubrickiano, ma anche una sorta di romanzo “sentimentale” – ben scritto e raccolto da Filippo Ulivieri, giovane critico ed esperto di Kubrick – su una storia di intensa affettuosità, su un rapporto obliquo tra due anime, in cui genio e umiltà si integrano e talvolta si scambiano di posto.

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Catturare il vero Kubrick http://www.emiliodalessandro.it/2012/09/catturare-il-vero-kubrick/ http://www.emiliodalessandro.it/2012/09/catturare-il-vero-kubrick/#comments Tue, 18 Sep 2012 07:26:12 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=285 Il critico cinematografico Alberto Crespi ha scritto un articolo sul suo rapporto con Kubrick. Dalla folgorazione per Arancia Meccanica visto all’uscita nelle sale nel 1972 alla tesi di laurea su Barry Lyndon, dai colloqui con Julian Senior alla recensione londinese di Eyes Wide Shut, Crespi confessa la sua ammirazione per questo gigante del cinema.

Crespi ha letto la sterminata bibliografia dedicata alla vita e alle opere di Stanley Kubrick, ma “i libri di critica sono eccessivamente intellettuali e fumosi, le biografie sono noiose e sensazionalistiche, le testimonianze dirette dei collaboratori sono spesso, al contrario, fin troppo idilliache”.

Ma in questi giorni, finalmente, è uscito un libro che per la prima volta sembra catturare il vero Kubrick, l’uomo quotidiano – che poi è tutt’uno con l’artista, perché proprio dal libro si capisce come Kubrick fosse sempre “on”, come dicono gli inglesi: sempre acceso, sempre concentrato sul film da fare. In più, è un libro divertente e toccante, persino commovente: cosa davvero paradossale per un regista che ha tenuto lontana la lacrima da tutti i suoi film, salvo poi rendere struggente (in “2001″) la “morte” di un computer. Il libro in questione, edito dal Saggiatore (prezzo 17 euro), si intitola “Stanley Kubrick e me” ed è scritto da Emilio D’Alessandro in collaborazione con Filippo Ulivieri.

Quest’ultimo è un kubrickiano di ferro ed è l’inventore del sito www.archiviokubrick.it, probabilmente il miglior repertorio in italiano reperibile in rete sul regista. D’Alessandro invece è un personaggio di cui tutti abbiamo sentito parlare prima e dopo la morte di Kubrick, e che qui esce dalla leggenda con un’umanità e una simpatia straordinarie. Da sempre i kubrickiani favoleggiavano sull’esistenza di questo mitico autista ciociaro, Emilio appunto, che sarebbe stato accanto a Kubrick per anni. Questo libro è Kubrick raccontato da Emilio, ma è anche Emilio stesso, in prima persona: un uomo che al cinema andava a vedere solo i western e che ha lavorato con Kubrick per decenni senza conoscere i suoi film, ma diventando un amico intimo del regista e di tutti i suoi familiari. [...]

Il libro, in ultima analisi, conferma molte delle leggende su Kubrick, sul suo perfezionismo, sul suo essere sempre super-informato su qualunque argomento, sul modo curioso e lievemente vampiresco di carpire informazioni a tutti e di “spremere” i propri collaboratori. Però riporta tutto questo a una dimensione umana, facendo piazza pulita delle leggende più stupide, come quella – mai abbastanza smentita – che Kubrick indossasse l’elmetto quando guidava (non lo faceva, e comunque non guidava quasi mai) e che tenesse addosso lo stesso vestito per mesi (semplicemente, quando trovava un vestito che gli andasse comodo ne comprava una ventina di capi, tutti uguali). Ne esce, insomma, il ritratto di un uomo esigente ma dolcissimo, del quale Emilio parla con enorme affetto.

È una lettura rilassante, per i kubrickiani che hanno trascorso anni a cercare di separare il grano dal loglio, la verità dalle “internet bullshit”, le cazzate che circolavano in rete.

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Il Kubrick mai raccontato http://www.emiliodalessandro.it/2012/09/il-kubrick-mai-raccontato/ http://www.emiliodalessandro.it/2012/09/il-kubrick-mai-raccontato/#comments Sun, 02 Sep 2012 09:04:56 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=124 Sull’inserto “Tuttolibri” del quotidiano La Stampa di Sabato 1 Settembre, Francesco Troiano ha recensito Stanley Kubrick e me descrivendolo come un bel ritratto che racconta l’aspetto privato di Stanley Kubrick senza contraddire la sua pubblica eccellenza, ma al contempo capace di sfatare molti degli stereotipi legati alla sua immagine.

Al servizio del mitico cineasta per quasi un trentennio, dal 1971 al 1999, l’autore del volume – prima come autista, poi da assistente, infine segretario tuttofare, confidente, amico – ci racconta di un individuo generoso, gentile, perfezionista sul lavoro, esigente in certi aspetti della quotidianità. [...]
Un libro godibile, davvero: lieve, come l’estate che, lenta, s’accomiata, svanisce.

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Chi è quell’uomo con la barba accanto all’autista di Kubrick? http://www.emiliodalessandro.it/2012/09/chi-e-quelluomo-con-la-barba-accanto-allautista-di-kubrick/ http://www.emiliodalessandro.it/2012/09/chi-e-quelluomo-con-la-barba-accanto-allautista-di-kubrick/#comments Sat, 01 Sep 2012 15:41:13 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=41 Su Il Venerdì di Repubblica del 31 agosto ha debuttato la storia di Emilio e Stanley, con un lungo articolo firmato da Antonio Gnoli e corredato da numerose fotografie a colori.

Sembra incredibile che un uomo ombroso, incline al sospetto, pieno di fisime e di sfiducia nei riguardi del prossimo, abbia accolto e reso indispensabile alla propria vita una figura come quella di D’Alessandro. Eppure, a guardare le foto che li immortalano insieme, a leggere le memorie che D’Alessandro ha scritto, con l’aiuto sobrio e intelligente di Filippo Ulivieri (Stanley Kubrick e me, in uscita dal Saggiatore) si resta colpiti dall’intensità e dall’abnegazione con cui la relazione fu condotta. [...]
Il ritratto che egli ci fornisce di Kubrick è affettuoso, ma anche distaccato; circola nelle pagine un’ammirazione controllata, un bisogno di capire cosa è stato Kubrick al di là della leggenda, e fuori da quell’aneddotica che lo descrive come un regista furiosamente, ossessivamente, maniacalmente isolato dal resto del mondo. [...]
[Emilio] era il personaggio ideale di una favola unica che ha raccontato con devozione, rispetto e libertà. Senza gli ineleganti orpelli e gli improbabili dettagli che spesso decorano gli incontri straordinari.

Nello stesso numero, un editoriale di Filippo Ceccarelli mette in luce l’amicizia che legava Stanley ed Emilio.

Uno guarda quei due, a pagina 19, e pensa: ecco il ritratto dell’amicizia, ecco un incastro perfetto, ecco due uomini che non solo si vogliono bene, ma sono anche contenti di farlo sapere. [...]
Stanley Kubrick ed Emilio D’Alessandro, il genio visionario e l’uomo che si prendeva cura dei suoi spostamenti, il regista del sogno e l’autista tuttofare, l’arte dell’illuminazione e la pratica della conduzione, il trasporto dell’anima e quello del corpo. Sembrano due bambini felici a una festa di compleanno. [...]
Nessuno è più intimamente vicino agli spiriti creativi di colui che gli risolve le grane quotidiane e gli sbroglia la matassa dell’umana fragilità. [...] Ma poi nei fatti può divenire molto di più: difensore, confessore, consolatore, trascinatore. A riprova che la felicità, un po’ come la tristezza, non è mai un fatto interamente personale.

Di seguito, le scansioni delle pagine.
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