Stanley Kubrick e Me » Rassegna stampa http://www.emiliodalessandro.it Rivelazioni e cronache inedite dell'assistente personale di un genio. Mon, 30 Jan 2017 09:28:36 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.4.1 Intervista per Community: l’altra Italia http://www.emiliodalessandro.it/2015/11/intervista-per-community-laltra-italia/ http://www.emiliodalessandro.it/2015/11/intervista-per-community-laltra-italia/#comments Tue, 10 Nov 2015 12:31:10 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=590 Per la promozione congiunta di S is for Stanley e di Stanley Kubrick e me, sono stato invitato al programma Community di Rai Italia. Durante l’intervista sono andati in onda il trailer e tre clip del documentario di Alex Infascelli.

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Intervista per Marina Raccar http://www.emiliodalessandro.it/2015/01/intervista-per-marina-raccar/ http://www.emiliodalessandro.it/2015/01/intervista-per-marina-raccar/#comments Wed, 07 Jan 2015 13:55:10 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=548 A due anni di distanza dall’uscita di “Stanley Kubrick e me”, un’amica fotografa mi ha chiesto di raccontarle il lavoro dietro la stesura del libro e fare un bilancio dell’esperienza.

Nella chiacchierata racconto a Marina quale era per me il vero cuore pulsante di questa storia, cosa è successo alle varie presentazioni e incontri che io ed Emilio D’Alessandro abbiamo fatto in giro per l’Italia e – cosa che stranamente nessuno dei giornalisti mi ha mai chiesto – quale è stato il metodo di lavoro per trasformare trent’anni di vita e centinaia di fotografie in una storia da raccontare.

Poiché Marina non ha il minimo interesse verso il cinema di Kubrick ma ha comunque trovato la lettura di “Stanley Kubrick e me” appassionante, ne è uscita fuori una conversazione scanzonata che spero faccia divertire anche voi.

Potete leggere l’intervista sul sito di Marina Raccar. Grazie per l’attenzione.

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Emilio a Uno Mattina http://www.emiliodalessandro.it/2013/08/emilio-a-uno-mattina/ http://www.emiliodalessandro.it/2013/08/emilio-a-uno-mattina/#comments Sun, 04 Aug 2013 09:54:15 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=525 In occasione dell’uscita nelle sale italiane di Fear and Desire, primo lungometraggio di Stanley Kubrick, siamo stati invitati a parlare del film e della straordinaria storia di Emilio D’Alessandro nello spazio di Uno Mattina Estate su Rai 1, mercoledì 31 luglio 2013.

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La nascita di un romanzo biografico http://www.emiliodalessandro.it/2013/01/la-nascita-di-un-romanzo-biografico/ http://www.emiliodalessandro.it/2013/01/la-nascita-di-un-romanzo-biografico/#comments Tue, 15 Jan 2013 15:08:10 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=407 Il mensile Next Exit: Creatività e Lavoro che si occupa di design, fotografia, pubblicità, video e nuove tecnologie mi ha chiesto di scrivere un articolo per raccontare la mia esperienza nel convogliare la vita di Emilio D’Alessandro in un libro.

 

DIARIO DI UNO SCRITTORE

La passione per il cinema e per Kubrick ha dato vita ad una biografia successo dell’autista del regista, in pochi mesi alla sua terza ristampa.

Classe 1977, Filippo Ulivieri è l’autore del volume, edito dal Saggiatore, “Stanley Kubrick e me” che in tre mesi dalla pubblicazione è già alla terza ristampa. Si tratta di un romanzo biografia sul genio cinematografico raccontato dal suo autista italiano, Emilio D’Alessandro, settantunenne di Cassino. Filippo si occupa di documentari, video musicali e comunicazione e negli anni è stato un ricercatore scientifico presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione al CNR di Roma. Dal 1999 è il curatore di ArchivioKubrick, il più completo database informativo sulla vita e l’opera di Stanley Kubrick. Questo è il suo primo libro.

 

L’INIZIO: ARCHIVIOKUBRICK.IT

ArchivioKubrick è nato per divertimento. Circa dieci anni fa, quando Internet era ancora una relativa novità, c’era giusto una manciata di siti dedicati a Stanley Kubrick e tutti in lingua inglese. La maggior parte si concentrava su un solo film, oppure proponeva recensioni improvvisate. A me piaceva l’idea di creare un database di documenti: pensavo a una sorta di archivio onnicomprensivo di recensioni d’epoca, fotografie, trailer, interviste al regista e ai suoi collaboratori. Mi sembrava una buona idea, utile per chi dovesse scrivere tesi universitarie o volesse semplicemente approfondire la visione di un film. L’obiettivo di essere onnicomprensivo è più un ideale a cui ispirarsi che un risultato effettivo: ArchivioKubrick raccoglie attualmente oltre 500 pagine e quasi 1 GB di materiale online. L’idea un po’ folle dell’archivio contenente tutto lo scibile kubrickiano è ben lontana, però se non altro continuo a divertirmi a scrivere sul relativo blog le varie notizie in materia.

 

LA NASCITA DI UN ROMANZO BIOGRAFICO

L’idea di scrivere “Stanley Kubrick e me” è nata nel momento in cui sono stato contattato da un amico di Emilio all’indirizzo email di ArchivioKubrick. Mi proponeva di andare a Cassino per incontrarlo ma era piuttosto vago sulle motivazioni e io, che ho sempre l’idea che le persone famose non desiderino essere disturbate, ho fatto passare cinque mesi prima di accettare l’invito. Alla fine del secondo incontro, invitato di nuovo senza un particolare motivo, Emilio e Janette mi dissero semplicemente che avevano in programma di scrivere la biografia e che tutti avevano pensato a me. Seppi poi in seguito che a mia insaputa erano avvenute varie telefonate e incontri tra loro e Mario Maldesi, direttore di doppiaggio dei film di Kubrick che avevo intervistato anni prima per ArchivioKubrick e che deve aver rassicurato Emilio sull’affidare a me le sue memorie.

Tecnicamente “Stanley Kubrick e me” non è un romanzo, poiché si basa sulla testimonianza vera di Emilio. Stando alle categorie editoriali è una biografia, quindi un’opera di saggistica. Mi fa piacere però sentire che viene considerato un’opera di narrativa: ho sempre pensato che ci sarebbe voluto un romanziere per render giustizia alla vita di Emilio, che in più di un momento ha degli sviluppi rocamboleschi e una serie di persone così caratterizzate da risultare personaggi di un romanzo.

Io non sono uno scrittore, ho semplicemente scritto un libro. “Stanley Kubrick e me” è stato una sorta di esperimento, di scommessa. Ho scritto altre cose in passato, ma tutte di saggistica e nessuna paragonabile a questa per ampiezza e mole di materiale. Non potendo contare sull’esperienza e sul mestiere, ho rimediato dedicando al progetto quanto più tempo possibile: ho lasciato i due lavori che facevo quando ho ricevuto l’incarico e ho scritto e riscritto molte stesure. Non rimpiango affatto di essermi licenziato.

 

DALLA RICERCA ALLA COSTRUZIONE DI UNA STORIA

Ho intervistato Emilio per una ventina di weekend nell’arco di due anni. Contemporaneamente abbiamo recuperato insieme tutti i documenti e i reperti dai set che giacevano sparpagliati tra il suo garage, la soffitta, i bauli in casa di sua mamma. Dalle trascrizioni delle interviste ho costruito un canovaccio cronologico: da subito, ho deciso per un’impostazione in gran parte cronologica perché era quella che secondo me meglio poteva restituire il carattere avventuroso della vita di Emilio e poteva anche più facilmente far considerare il libro una sorta di romanzo, e certo non un saggio.

La cosa straordinaria è che tutti gli eventi della sua vita sono successi in modo meravigliosamente drammatico, come se fossero stati scritti da un brillante sceneggiatore: dall’inizio folgorante con il fallo di Arancia Meccanica da trasportare per Londra al finale con la morte dell’eroe. Non ho dovuto inventare nulla, non ho neppure dovuto spostare eventi lungo la linea temporale: tutto è avvenuto quando drammaturgicamente era necessario che avvenisse. Il mio compito qui è stato quello di individuare questa narrazione sotto la montagna di aneddoti, evitare che ne restasse soffocata.

La scelta del racconto in prima persona è stata invece dettata dal carattere di Emilio: solo facendo parlare lui direttamente, solo includendo le sue parole, le sue espressioni, le sue battute, avrei potuto far capire al lettore i suoi pensieri e i suoi sentimenti, e soprattutto il suo carattere schietto e arguto. Il lettore avrebbe dovuto in sostanza fare la stessa cosa che avevo fatto io: non avere nessun altro punto di riferimento e semplicemente ascoltare Emilio e capirlo. Io dovevo rendermi trasparente, dovevo mettere da parte le mie idee su Kubrick (quelle sono servite per le domande) e far emergere la sua personale esperienza con il regista.

Dopo la prima stesura onnicomprensiva, si è trattato di ridurre e ridurre e ridurre, e di individuare gli snodi narrativi fondamentali attorno cui far girare lo sviluppo della storia, e principalmente lo sviluppo della relazione tra Emilio e Stanley.

Dai racconti di Emilio potevano esser tratti cento libri diversi: questo è il libro che rispecchia me, quello che per me aveva senso scrivere, e soprattutto quello che per me le persone in sostanza dovevano sapere di Emilio D’Alessandro e di Stanley Kubrick.

 

IL SUCCESSO

Ero convinto che fosse una storia di indubbio interesse, ma la risposta del pubblico e della critica è stata sicuramente al di sopra delle aspettative. In soli tre mesi il libro è già alla terza edizione e le recensioni pubblicate sui quotidiani e le riviste sono lusinghiere: Alberto Crespi, per esempio, ha scritto su L’Unità che si tratta di un libro a suo modo strepitoso, forse il più importante mai scritto su Stanley Kubrick.

La cosa che più mi rende contento però sono i commenti dei lettori che arrivano tramite ArchivioKubrick e il sito internet del libro: sono rimasti affascinati soprattutto dalla vicenda umana di Emilio. Per me questo libro era soprattutto la celebrazione di un uomo straordinario – e parlo di Emilio, non di Kubrick. Ovviamente il regista è il principale motivo di interesse di questa storia, ma è anche il più superficiale: l’infinita mole di aneddoti dai set, gli episodi con gli attori, con i tecnici, i racconti sulla costruzione dei set, sulle riprese in location, insomma tutta la serie di preziose e inedite testimonianze di prima mano su come e perché Stanley Kubrick girava i suoi film erano l’aspetto più ovvio e facile di questo libro. L’aspetto più complicato era invece riuscire a dare corpo e peso all’esperienza umana di Emilio, riuscire a restituire i suoi pensieri, i suoi sentimenti tra le pagine, soprattutto raccontare la straordinaria amicizia tra lui e Stanley senza tradirla, o banalizzarla, o incensarla. Qui per me risiedeva il cuore pulsante di questo libro, ed è per questo che per me andava scritto come un romanzo. I lettori per me dovevano esser convinti di comprare e leggere un libro su Stanley Kubrick, ma si sarebbero ritrovati tra le mani un libro in cui il regista a volte è il comprimario, una spalla quasi. E, a giudicare dai commenti che ho ricevuto, è stata per tutti una scoperta sorprendente ma assolutamente apprezzata.

Questo libro offriva inoltre l’opportunità di fare qualcosa di mai visto prima, cioè un ritratto emotivo di Kubrick: un uomo pieno di interessi e passioni, alle prese con gioie, frustrazioni e successi. Ho tentato di raccontare le vite intrecciate di Emilio e Stanley come una storia piena di sentimenti, senza essere sentimentale.

 

IL FUTURO?

Trovare un altro progetto con cui possa continuare a divertirmi.

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Servizio per That’s Italia http://www.emiliodalessandro.it/2013/01/servizio-di-thats-italia/ http://www.emiliodalessandro.it/2013/01/servizio-di-thats-italia/#comments Fri, 04 Jan 2013 11:33:09 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=403 Il 24 novembre è andato in onda su La7d, nel programma That’s Italia condotto da Filippa Lagerback, un servizio girato a Cassino a casa di Emilio. Il servizio mostra alcuni degli oggetti di scena in possesso di Emilio e include anche il girato dell’incontro con Matthew Modine al Festival dei Film di Roma. Buona visione.

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Reportage per Radio 24 http://www.emiliodalessandro.it/2012/11/reportage-per-radio-24/ http://www.emiliodalessandro.it/2012/11/reportage-per-radio-24/#comments Tue, 27 Nov 2012 08:34:32 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=382 Alessandra Tedesco ha intervistato Emilio D’Alessandro in occasione del Festivaletteratura 2012 di Mantova. Il reportage è andato in onda su Radio 24 sabato 24 novembre.

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Presentazione a Savona http://www.emiliodalessandro.it/2012/11/presentazione-a-savona/ http://www.emiliodalessandro.it/2012/11/presentazione-a-savona/#comments Sat, 10 Nov 2012 18:12:01 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=370 Mercoledì scorso siamo stati ospiti del Feltrinelli Point di Via Astengo 11 a Savona per presentare il nostro “Stanley Kubrick e me”.

Prima dell’incontro con il pubblico, Valerio Arrichiello ci ha intervistati per un articolo uscito sul Secolo XIX il giorno dopo.

Un affettuoso ringraziamento a tutti coloro che sono intervenuti, a Paolo Schiavi per l’ospitalità e a Fabio Carpino per la fotografia.

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Intervista a Hollywood Party http://www.emiliodalessandro.it/2012/10/intervista-a-hollywood-party/ http://www.emiliodalessandro.it/2012/10/intervista-a-hollywood-party/#comments Tue, 30 Oct 2012 18:23:16 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=365 Emilio D’Alessandro ha partecipato via telefono alla puntata di lunedì 1 Ottobre del programma radiofonico di Radio 3 Hollywood Party. Enrico Magrelli e Alberto Crespi hanno chiacchierato con lui ricordando gli anni ad Abbots Mead, le telefonate con Federico Fellini e la fuga dalle fan di Ryan O’Neal.

Nella trasmissione, Alberto Crespi ha definito Stanley Kubrick e me “una bellissima storia di amicizia” e “uno dei più bei libri su Stanley Kubrick, forse il più bello, sicuramente il più vero.”

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Intervista per Millepagine http://www.emiliodalessandro.it/2012/10/intervista-per-millepagine/ http://www.emiliodalessandro.it/2012/10/intervista-per-millepagine/#comments Fri, 12 Oct 2012 15:10:51 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=344 Emilio D’Alessandro racconta a Millepagine, programma di approfondimento culturale della piattaforma Rai.TV, la sua incredibile esperienza umana e professionale: dalla tranquilla Cassino, a due passi da Roma, alla frenetica Londra degli anni Sessanta, fino all’incontro che gli cambierà la vita: quello con Stanley Kubrick, cui resterà al fianco per trent’anni.

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La mia vita da autista di Stanley Kubrick http://www.emiliodalessandro.it/2012/10/la-mia-vita-da-autista-di-stanley-kubrick/ http://www.emiliodalessandro.it/2012/10/la-mia-vita-da-autista-di-stanley-kubrick/#comments Sun, 07 Oct 2012 06:23:44 +0000 Filippo http://www.emiliodalessandro.it/?p=263 Giovanni Nardi, del Quotidiano Nazionale, ha intervistato Emilio D’Alessandro durante il Festivaletteratura di Mantova: una chiacchierata piacevole all’ombra dei tendoni in Piazza Leon Battista Alberti, alle spalle della Basilica di Sant’Andrea, per raccontare del primo incontro con Kubrick nel salotto di Abbots Mead, della collezione di macchine da scrivere, della batteria che Kubrick suonava raramente, delle telefonate con gli altri grandi registi.

D’Alessandro non fu solo l’autista privilegiato del regista e del suo entourage, dai familiari agli animali di casa, ma anche il confidente, l’amico, e talvolta anche il traduttore, come nel caso dei colloqui tra Kubrick e Fellini. [...] Impossibile estorcergli qualche particolare confidenziale. [...] Ma in questi trent’anni – gli chiedo – non ha mai avuto neppure una multa? «Mai – risponde orgoglioso – anche se una volta…» Una volta? «Portavo a bordo Ryan O’Neal, inseguito da un’orda di fan scatenate. Io le seminai sfrecciando per le strade di Londra.» E poi saluta compunto, e rimane di lui l’immagine rara di una persona onesta e perbene.

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