Commenti a: Mulino Bianco e la Piccola Spiga http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/04/mulino-bianco-e-la-piccola-spiga/ Il senso, se esiste, lo troveremo solo alla fine Thu, 26 Nov 2020 09:59:27 +0000 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: Filippo http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/04/mulino-bianco-e-la-piccola-spiga/#comment-2477 Filippo Thu, 21 Jun 2012 08:53:09 +0000 http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2996#comment-2477 Grazie ;) Grazie ;)

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Di: Dario http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/04/mulino-bianco-e-la-piccola-spiga/#comment-2476 Dario Thu, 21 Jun 2012 07:45:31 +0000 http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2996#comment-2476 Complimenti! Complimenti!

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Di: Filippo http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/04/mulino-bianco-e-la-piccola-spiga/#comment-2047 Filippo Fri, 13 Apr 2012 15:10:32 +0000 http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2996#comment-2047 Che bell'inizio di film! :) Che bell’inizio di film! :)

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Di: lella vita http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/04/mulino-bianco-e-la-piccola-spiga/#comment-2046 lella vita Fri, 13 Apr 2012 15:00:48 +0000 http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2996#comment-2046 "Nei pressi di Bratislava, intorno ad un Bianco Mulino ondeggiava felice una Piccola Spiga che desiderava tanto scoprire quale fosse il suo destino nel mondo. Certo, era mentalmente ottusa; certo, era piccola in quanto deforme e sottosviluppata; ma le tare che caratterizzavano la sua esistenza geneticamente modificata erano al contempo l'origine della sua felicità, perché le era stata inibita la percezione del sè. Il mondo l'avrebbe descritta come ebete, ma lei percepiva sè stessa come felice a ondeggiare nel vento che asciugava le piogge acide che le avevano corroso lo stelo. Un bel giorno pensò di essere utile al Bianco Mulino, un luogo in precedenza sinistro ed oscuro, che improvvisamente era stato ricoperto da una nuova facciata. Piccola spiga ricordava la raccapricciante reputazione che aveva accompagnato quel posto, ricordava con orrore i racconti ascoltati dalla madre, quando, agonizzante al termine della sua fuga dall'edificio, rantolando cercava di descrivere il terrore che aveva vissuto. Ma il mondo avrebbe detto che Piccola Spiga fosse ebete e gli ebeti, si sa, si suggestionano facilmente. Perciò Piccola Spiga si recò al Bianco Mulino. Attraversò la soglia, vide che dietro la facciata era rimasto il vecchio edificio, quello che tutti chiamavano Hostel, ma non se ne curò." “Nei pressi di Bratislava, intorno ad un Bianco Mulino ondeggiava felice una Piccola Spiga che desiderava tanto scoprire quale fosse il suo destino nel mondo. Certo, era mentalmente ottusa; certo, era piccola in quanto deforme e sottosviluppata; ma le tare che caratterizzavano la sua esistenza geneticamente modificata erano al contempo l’origine della sua felicità, perché le era stata inibita la percezione del sè. Il mondo l’avrebbe descritta come ebete, ma lei percepiva sè stessa come felice a ondeggiare nel vento che asciugava le piogge acide che le avevano corroso lo stelo.
Un bel giorno pensò di essere utile al Bianco Mulino, un luogo in precedenza sinistro ed oscuro, che improvvisamente era stato ricoperto da una nuova facciata. Piccola spiga ricordava la raccapricciante reputazione che aveva accompagnato quel posto, ricordava con orrore i racconti ascoltati dalla madre, quando, agonizzante al termine della sua fuga dall’edificio, rantolando cercava di descrivere il terrore che aveva vissuto.
Ma il mondo avrebbe detto che Piccola Spiga fosse ebete e gli ebeti, si sa, si suggestionano facilmente. Perciò Piccola Spiga si recò al Bianco Mulino. Attraversò la soglia, vide che dietro la facciata era rimasto il vecchio edificio, quello che tutti chiamavano Hostel, ma non se ne curò.”

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