Il blog dell’inquietudine » Marcel http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine Il senso, se esiste, lo troveremo solo alla fine Mon, 05 May 2014 20:02:38 +0000 en hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 La fusione http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/04/la-fusione/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/04/la-fusione/#comments Fri, 27 Apr 2012 10:52:38 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=3013 Nell’anno 2087 si rese necessaria una soluzione alla decennale guerra che impegnava i Computer e gli Human. Dopo anni di armistizi infranti e falliti trattati di pace, il Presidente della Razza Human e il CP-65.725 si incontrarono per discutere il futuro del pianeta. Quello su cui dovettero concordare, dopo due intere settimane di confronti (ovviamente più faticose per la controparte umana), fu che l’unica soluzione contro la completa e irrimediabile distruzione delle due razze, e probabilmente del pianeta stesso, era di dare alla luce una terza razza: gli Human avrebbero fornito l’involucro esterno, il corpo, e i Computer l’avrebbero abitato con il loro cervello. Fu così presto calcolato che sarebbero stati necessari appena 23 mesi e 7 giorni per portare a compimento la fusione: sia gli Human che i Computer si sarebbero estinti, lasciando il dominio del mondo agli Huter.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/04/la-fusione/feed/ 0
Lolita di Vladimir Nabokov, e un’occasione per parlar di copertine http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/lolita-di-vladimir-nabokov-e-unoccasione-per-parlar-di-copertine/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/lolita-di-vladimir-nabokov-e-unoccasione-per-parlar-di-copertine/#comments Mon, 19 Mar 2012 08:23:34 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2956 Lolita
Vladimir Nabokov
Adelphi, 1996

Lolita è un romanzo complesso, stilisticamente brillante, strutturalmente perfetto, narrato in prima persona da un protagonista sull’orlo della follia eppure (o proprio per questo) dotato di un fascino insidioso e malevolo, e con una trama mortalmente crudele che si fa beffe tanto del narratore quanto del pubblico, flirtando continuamente con la tragedia e la commedia: quando è insopportabilmente triste vorremmo un tocco di leggerezza, ma quando è innegabilmente divertente vorremmo proprio che non lo fosse. Ne segue per forza di cose tanto un capolavoro quanto un’opera radicalmente controversa, probabilmente molto più oggi di quando uscì quasi sessant’anni fa.

John Bertram, un architetto e blogger, fece partire tre anni or sono un concorso per trovare una nuova copertina a Lolita, dopo aver visto una raccolta di 160 edizioni del romanzo da tutto il mondo e constatato come quasi tutte fossero interamente concentrate sull’aspetto erotico per titillare il pubblico. Indubbiamente un autogol: chi acquista il libro per torbidi fini resterà immancabilmente deluso (o non capirà la sottile e indiretta prosa di Nabokov o non otterrà comunque soddisfazione perché l’erezione esige immediatezza e banalità), chi lo compra per leggere un’opera di altissima letteratura si sentirà uno sporcaccione.

D’altra parte Lolita è davvero tutto quello che già pensate che sia (se non l’avete letto; se l’avete letto è anche di più). E’ fattibile presentare questo libro in modo chiaro, possibilmente non moralistico, e più rispondente alla sua vera natura? Alla domanda di Bertram hanno risposto fior fiore di designer e grafici, i cui risultati stanno per essere pubblicati in un libro (i libri generano libri, che non lo sapete? Chissà se godono quando si riproducono. Scommetto di sì. Traboccheranno punti esclamativi). Alcuni esempi di copertine partorite dai creativi:

Si vede facilmente come quasi tutte si concentrino su uno degli aspetti del romanzo: chi l’erotismo insozzato di morte, chi la masturbazione verbocentrica del narratore, chi la pedofilia. D’altra parte sintetizzare in un’immagine un libro così complesso (ma anche qualsiasi libro, o in effetti anche qualsiasi film con le locandine) è un compito che annichilirebbe qualsiasi creativo.

Però un paio di copertine sono indubbiamente più efficaci delle altre: il calzino è un’idea che veicola in modo elegante l’argomento infantile senza cadere nel morboso riuscendo pure a preservare un vago erotismo (funziona perfino meglio per chi ha già conosciuto Lolita “ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo”), mentre le sillabe del nome risuonano indelebili a chiunque abbia anche solo aperto la prima pagina, e per tutti gli altri fanno compiere con malizia alla punta della lingua quel “breve viaggio di tre passi sul palato per andare a bussare, al terzo, contro i denti” (lettore già stregato).

Ma c’è un ultima copertina che vince su tutte le altre: risultando claustrofobica e inquietante come certe pagine del romanzo, ci ricorda soprattutto come la perversione sia primariamente negli occhi di chi guarda. Nessuno può guardare questa copertina senza sentirsi a disagio, o in colpa, per aver pensato che…

Così potente da ritorcere contro il potenziale lettore qualsiasi accusa preventiva fatta al libro. Non credo si potesse fare di meglio.

(La locandina nera al centro c’era andata molto vicina, ma ha esagerato: un laccetto fucsia per capelli, che si trasforma dopo un po’ in un segno di rossetto, e dopo un altro po’ in qualcos’altro di molto volgare, troppo, così tanto da risultare respingente.)

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/lolita-di-vladimir-nabokov-e-unoccasione-per-parlar-di-copertine/feed/ 0
Sei per dodici – quattro: l’esattezza http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/sei-per-dodici-quattro-lesattezza/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/sei-per-dodici-quattro-lesattezza/#comments Wed, 14 Mar 2012 15:28:12 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2947 Dopo circa un anno, torno a citare Raymond Carver e il suo Il Mestiere di Scrivere.

Se le parole sono appesantite dall’emozione incontrollata dello scrittore, o se sono imprecise e inaccurate per qualche altro motivo, fatalmente gli occhi del lettore scivoleranno sopra di esse e non si sarà ottenuto un bel niente. Raymond Carver

L’esattezza di pensiero deve essere seguita dall’esattezza dello stile. Disciplina è quel che serve. E lentezza, per ponderare i sottintesi, le connotazioni e i suoni di ogni singolo nome, avverbio, aggettivo.

Senza dimenticare l’esattezza della punteggiatura. Dopo la visione apocalittica di Aldo Busi su una virgola messa male, il punto di Isaak Ėmmanuilovič Babel’:

Non c'è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al punto giusto. Isaac Babel.

Un punto del genere può rivaleggiare in potenza con il CUT TO BLACK cinematografico: l’assoluto dell’assertività, dopo il quale gli indici e i titoli di coda sono propaggini superflue e quasi fastidiose.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/sei-per-dodici-quattro-lesattezza/feed/ 3
La noce di cocco http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/la-noce-di-cocco/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/la-noce-di-cocco/#comments Mon, 05 Mar 2012 10:02:08 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2908 Cazzo che vista, sembra proprio di stare in un film. Ahh, il profumo del mare. Certo in Sardegna è meglio, ma anche qui non è male. La sabbia è pure più bianca, guarda come brilla, pare vetro. Quasi quasi era meglio se scappavo prima, meno corse, meno trambusto, un bacio con le consegne ai ragazzi. Pianificavo un’uscita in sordina, da un giorno all’altro, puf, magari restava anche un ricordo migliore. Vabbè chi se ne frega di cosa pensa quel popolo di coglioni. Già me l’immagino i titoli sui giornali. Avvocato, me li mandi che mi ci pulisco il culo. Fa un cazzo di caldo però, fammi prendere un po’ di fiato, vai, è un pezzo che cammino, fammi appoggiare lì a quell’albero. Chissà se quelli là stanno facendo quello che gli ho detto. Era meglio non dargli tutto ‘sto potere a quei due, ci mettono un attimo a voltarti le spalle, vedrai se non avevo ragione, due serpi in seno sono, vedrai. Ragazzi miei state attenti. Vabbè, se ne riparla tra qualche mese, magari un anno, dipende come lavorano i legali. E quegli altri. Calmiamoci e godiamocela ora, che altro posso fare. Guardo il mare. Bello il mare. Senti però che aria umida, porca troia, con quanto sudo mi si attacca la sabbia al culo. Ce l’avranno l’aria condizionata in hotel? Economia emergente un par di palle. Due passi dalle scimmie sono. Però cucinano bene, la cena dell’altro giorno me la ricordo ancora. Magari dopo qualche settimana a frutta e crostacei mi sarà pure andata via un po’ di pancia e ci sta che riesca a farmi qualche pelle anche qui, ah sì non sarebbe male sollazzare il papero con queste filippine. Lo sanno tutti cosa si dice delle asiatiche. Sai l’invidia di quella testa di cazzo. Voglio vedere come fa a trombare adesso. Che tanto anche lui c’ha poco a venir qui, dove altro vuoi che vada, se aspetta un altro po’ il cerchio si chiude e lo beccano. Ma sia chiaro, qui tra le palle non ce lo voglio, quel leccaculo. E’ pieno di isole, vada su un’altra. Questa è mia, magari me la compro, sì, sì, me la compro, finale perfetto. Mi mancava solo un’isola, in effetti. E poi mi ci faccio re per davvero, con tutte le carte e la corona stavolta. Sai le risate. Mi faccio pure lo stemma araldico, ci metto una bella palma dritta e dura con due noci di cocco che penzolano, come quelle lassù, viste da qui sotto paiono proprio due coglioni, non ci avevo mai fatto caso, tu guarda alle volte la natura. Le noci di cocco. Mi pare di ricordare che qualcuno mi aveva detto che se te ne cade una in testa ti può ammazzare.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/la-noce-di-cocco/feed/ 3
Una virgola messa male http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/una-virgola-messa-male/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/una-virgola-messa-male/#comments Fri, 02 Mar 2012 10:23:18 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2887 [...] una virgola messa male o superflua altera il senso del mondo e dà adito al caos sociale, dato che, prestando il fianco a interpretazioni arbitrarie, legittima la violenza dei crudeli in cerca di un cavillo [...] Aldo Busi, La posta del cuore, Rolling Stone 09.2010

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/03/una-virgola-messa-male/feed/ 4
Titoli e copertine di libri http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/02/titoli-e-copertine-di-libri/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/02/titoli-e-copertine-di-libri/#comments Wed, 29 Feb 2012 13:46:59 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2874 Sfogliando Vanity Fair di questa settimana leggo un articolo che individua i trend in salita e discesa per i titoli dei libri. Mentre crollano quelli a monosillabi (tipo “XY” di Sandro Veronesi), continuano a tenere bene i titoli lunghi e misteriosi (modello: “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano) perché – dice l’esperto – incuriosiscono e sfidano il potenziale acquirente.

In rampante ascesa i titoli che puntano al senso del gusto: “Giorni di zucchero, fragole e neve”, “Amore, zucchero e cannella”, eccetera eccetera. Funzionano perché – sempre secondo l’esperto – sono esotici e allo stesso tempo rassicuranti.

In realtà trovo che l’invasione di questi titoli papillocentrici sia dovuta principalmente alla direzione che il mercato dei libri ha preso nell’ultimo anno. Passeggiando in libreria ho notato come la stragrande maggioranza dei libri si rivolga apertamente a un pubblico di donne. Le copertine sono un tripudio di primi piani di giovani ragazze, quasi sempre coi capelli rossi e ricci, o di dettagli di vita domestica (tazzine, biscotti, tovaglie di pizzo, scorci da finestre), su sfondi con colori caldi (molto giallo, molto arancione) e grafiche a svolazzi.

A guardare da lontano la parete dei best seller di una libreria Mondadori l’effetto cromatico era identico agli scaffali del supermercato con le confezioni di biscotti del Mulino Bianco.

Non si tratta necessariamente di letteratura rosa. Qualsiasi libro viene promosso (dal titolo alla copertina, dalla descrizione alla collocazione) agganciandolo a un supposto gusto femminile.

Alberto Rollo, direttore editoriale di Feltrinelli, e Riccardo Falcinelli, grafico di Minimum Fax, mi danno ragione: la formula magica per il successo 2012 in libreria è la parola “spezie” nel titolo e un bel viso di donna in copertina.

Se per la mancanza di fantasia grafica vi rimando all’arguto blog Copertine di Libri, dove una misteriosa libraia-investigatrice individua doppioni e plagi (con esiti esilaranti tipo Son sempre mi, Solo me ne vo o Alterigia), per i titoli vi riporto qui alcuni tra i libri più venduti del momento, tutti titillanti il gusto, il mistero, il romanticismo, e vediamo se non ho ragione.

  • Il negozio di dolciumi
  • Il gusto segreto del cioccolato amaro
  • La voce invisibile del vento
  • Il prigioniero del cielo
  • La cucina del buon gusto
  • L’ombra della profezia
  • Il linguaggio segreto dei neonati
  • Le prime luci del mattino
  • Il cabalista di Praga
  • La strada in fondo al mare

Ne segue il titolo perfetto.

Alle prime luci del mattino la voce invisibile del linguaggio segreto dei neonati prigionieri del vento nella cucina del negozio di dolciumi col buon gusto segreto del cioccolato all’ombra della profezia del cabalista della strada in fondo al mare di Praga

Successone.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/02/titoli-e-copertine-di-libri/feed/ 2
Dolci Colline di Sangue di D. Preston, M. Spezi http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/02/dolci-colline-di-sangue-di-d-preston-m-spezi/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/02/dolci-colline-di-sangue-di-d-preston-m-spezi/#comments Wed, 15 Feb 2012 12:17:41 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2808 Dolci Colline di Sangue
Douglas Preston, Mario Spezi
Rizzoli, 2009

In linea col post di nessuno2001 di ieri, che mi fa sentire meno in colpa a scrivere un articolo sotto l’etichetta “Recensione” quando non ho nulla di particolare da dire, anche io vi segnalo un libro da leggere: il resoconto romanzato dell’indagine sui delitti del Mostro di Firenze, ad opera di uno dei giornalisti fiorentini che più ha seguito il caso con al suo fianco la penna di un discreto giallista americano.

Il libro è splendidamente costruito con struttura e occhio cinematografici e risulta genuinamente inquietante dalla prima all’ultima pagina. Il fatto che continuasse a far suonare campanelli del mio passato (cartoni animati con sottopancia che annunciavano l’ennesimo delitto, speciali giornalistici a tutta pagina sfogliati nei quotidiani lasciati in salotto) moltiplicava i già abbondanti brividi.

Preston e Spezi sono riusciti a farmi fare ciò in cui Stephen King, Jeffery Deaver, Ken Follet e compagnia avevano fallito: guardare la radiosveglia, accorgersi che sono già le tre passate, girarsi dall’altro lato e continuare a leggere.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/02/dolci-colline-di-sangue-di-d-preston-m-spezi/feed/ 0
Il mistero insolubile http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/01/il-mistero-insolubile/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/01/il-mistero-insolubile/#comments Thu, 19 Jan 2012 10:30:42 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2700 Dunraven, esperto in romanzi polizieschi, pensò che la soluzione del mistero è sempre inferiore al mistero. Questo partecipa del soprannaturale e finanche del divino; la soluzione, del giuoco di prestigio. Jorge Luis Borges, L’Aleph, p. 130

Dev’essere per questo che sono sempre insoddisfatto dei thriller e dei romanzi gialli, inclusi i miei.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/01/il-mistero-insolubile/feed/ 0
Nulla è più triste della vita http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/01/nulla-e-piu-triste-della-vita/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/01/nulla-e-piu-triste-della-vita/#comments Fri, 13 Jan 2012 08:03:20 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2692 Rileggevo Trilogia della Città di K. di Agota Kristof e, sarà il periodo, mi sono appuntato queste due pagine.

- Lei continua a parlare di rimborsi. Vorrei che parlasse d’altro. Tanto per cominciare, che cosa scrive?
- Quello che scrivo non ha nessuna importanza.
Insiste:
- Quello che mi interessa sapere è se scrive delle cose vere o delle cose inventate.
Le rispondo che cerco di scrivere delle storie vere, ma, a un certo punto, la storia diventa insopportabile proprio per la sua verità e allora sono costretto a cambiarla. Le dico che cerco di raccontare la mia storia, ma che non ci riesco, non ne ho il coraggio, fa troppo male. Allora abbellisco tutto e descrivo le cose non come sono accadute, ma come avrei voluto che accadessero.
Dice:
- Sì. Certe vite sono più tristi del più triste dei libri.
Dico:
- Proprio così. Un libro, per triste che sia, non può essere triste come una vita. p. 273

Mi metto a letto e prima di addormentarmi parlo mentalmente a Lucas, come faccio da molti anni. Quello che gli dico è più o meno la stessa cosa di sempre. Gli dico che se è morto, beato lui, e che vorrei essere al suo posto. Gli dico che gli è toccata la parte migliore e che sono io a dover reggere il fardello più pesante. Gli dico che la vita è di un’inutilità totale, è nonsenso, aberrazione, sofferenza infinita, un’invenzione di un Non-Dio di una malvagità che supera l’immaginazione. p. 374

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/01/nulla-e-piu-triste-della-vita/feed/ 0
Steve Jobs di Walter Isaacson http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/01/steve-jobs-di-walter-isaacson/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/01/steve-jobs-di-walter-isaacson/#comments Mon, 02 Jan 2012 12:43:07 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2648 Steve Jobs
Walter Isaacson
Mondadori, 2011

Seicento pagine e non sentirle: Isaacson racconta la vita, la morte e i miracoli del co-fondatore di Apple raccogliendo interviste a lui, i suoi familiari e praticamente chiunque si sia trovato sul suo cammino, tra geni dell’informatica, cantanti, business men, giornalisti, amici, rivali, visionari, artisti, designer, guru e fidanzate, imbastendo lotte, passioni, idiosincrasie, manie, sogni e valori ottenendo una lunghissima eppure quasi mai noiosa biografia, a tratti perfino appassionante.

Isaacson evita anche il pericolo dell’agiografia, sempre in agguato per chiunque scriva una biografia autorizzata, anche se lo fa mettendo le mani avanti nella prefazione e dando versioni alternative di episodi significativi quando sarebbe stato più convincente un artificio narrativo trasparente.

Si tratta in fondo del modo di scrivere biografie tipicamente americano: intervistare testimoni, raccogliere il più ampio quantitativo di fatti e organizzare il materiale in forma scorrevole, cronologica, con qualche digressione tematica, senza preoccuparsi di restituire un’atmosfera del contesto o dare spessore emotivo al racconto.

La scorrevole piattezza della prosa di Isaacson delude solamente nelle prime cento pagine, dove l’infanzia e la genesi della Apple Computer vengono raccontate senza mai un guizzo di ritmo (e sarebbe stato facilissimo introdurli), e nel finale, quando l’appassionante cavalcata si sgonfia senza chiudersi e il lascito non è che un superfluo riassunto buono per la quarta di copertina.

Nel mezzo, fortunatamente, la personalità di Jobs, titanica eppure minimale, aggressiva eppure spirituale, riempie ogni riga e appassiona con la sua determinazione a piegare il mondo a una visione da raggiungere.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2012/01/steve-jobs-di-walter-isaacson/feed/ 0
La felicità di Jorge Luis Borges http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/09/la-felicita-di-jorge-luis-borges/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/09/la-felicita-di-jorge-luis-borges/#comments Fri, 23 Sep 2011 17:09:25 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2524 Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che è la luna, ma
Che posso fare con una parola e con una mitologia?

Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono così belli.
I tranquilli animali si avvicinano perché io gli dica il loro nome.
I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono.
Sfogliando l’Atlante progetto la forma di Sumatra.

Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c’è un altro che spia.
Chi guarda il mare vede l’Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.

Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Sia lodato l’amore che non ha né possessore né posseduta, ma entrambi si donano.
Sia lodato l’incubo che ci rivela che possiamo creare l’Inferno.

Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme è tutti gli uomini.

Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c’è nulla di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole sta inventandole.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/09/la-felicita-di-jorge-luis-borges/feed/ 0
Siamo nei Guai di Christopher Coake http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/08/siamo-nei-guai-di-christopher-coake/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/08/siamo-nei-guai-di-christopher-coake/#comments Mon, 22 Aug 2011 08:41:33 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2454 Siamo nei Guai
Christopher Coake
Guanda, 2005

Dieci racconti ambientati nella provincia americana, con personaggi in difficoltà, colti in un frammento di incertezza, in bilico tra passato e futuro, combattuti tra desideri di cambiamento e peso delle responsabilità delle proprie o altrui scelte.

La forma racconto breve è frequentemente utilizzata per raccontare storie dal limitato sviluppo narrativo, trame che si risolvono in pochi passaggi. L’esordiente Christopher Coake invece sceglie la via alternativa del momento sospeso nel tempo: i suoi racconti sono fette di storie più ampie di cui viene presentato solo uno spicchio significativo. Spetta al lettore immaginarsi ciò che ha preceduto e soprattutto ciò che seguirà.

Proviene dai laboratori di scrittura creativa di cui sono pieni gli States, questo Coake, ma a differenza di tanti altri suoi colleghi è sincero in quel che scrive. La reale bravura tecnica – eccelle tanto nel tratteggio dei personaggi quanto nella costruzione di un’atmosfera – non si pone mai prepotentemente in primo piano e non soverchia mai il contenuto delle storie.

“Mi piacerebbe molto vantarmi di aver scoperto Christopher Coake, ma quelli come lui non sono scrittori che si scoprono: la qualità del suo lavoro è così lampante e ovvia che non poteva rimanere nell’ombra per molto tempo.” Parole di Nick Hornby dal retro di copertina, sicuramente eccessive, ma non la consueta vuota marchettata editoriale. C’è del vero.

Ho apprezzato anche il fatto che, pur raccontando storie che si definirebbero tristi, Coake non ha scritto un libro deprimente: senza sguazzare nel dramma o pascersi della disgrazia, riesce ad amplificare il disagio dei personaggi restando quasi emotivamente neutro.

Ma il pregio maggiore di questi racconti è che, a differenza di moltissime altre storie brevi, queste restano ben impresse in mente anche a distanza di molto tempo. Il che in fondo non è poco.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/08/siamo-nei-guai-di-christopher-coake/feed/ 0
Trilogia della città di K. di Agota Kristof http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/07/trilogia-della-citta-di-k-di-agota-kristof/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/07/trilogia-della-citta-di-k-di-agota-kristof/#comments Wed, 27 Jul 2011 17:06:23 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2322 Trilogia della città di K.
Agota Kristof
Einaudi, 2005

Ci ha lasciati questa mattina la scrittrice ungherese Agota Kristof, che ho conosciuto recentemente con il suo libro più famoso, raccolta di tre storie lancinanti e dolorose sull’infanzia devastata dalla guerra e dai tradimenti.

Una prosa scarna e tagliente quella della Kristof. Ribaltamenti di verità e finzione in ogni pagina, menzogne crudeli e ricordi dimenticati per non soffrire, come a dire che il danno più grave della guerra – e della vita – è nella psiche.

Una grandissima voce.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/07/trilogia-della-citta-di-k-di-agota-kristof/feed/ 1
La funzione della vita e della letteratura http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/07/la-funzione-della-vita-e-della-letteratura/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/07/la-funzione-della-vita-e-della-letteratura/#comments Wed, 27 Jul 2011 08:38:10 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2318 In un periodo di stanca creativa, cito questa intervista ad Aldo Busi che dice tutto quello che c’è da dire sulla vita e sulla letteratura.

Per me scrivere è veramente l’unica sfida possibile al vivere. Se qualcuno mi dicesse “ti racconto la storia della mia vita così tu poi la riscrivi” e parlasse per dieci ore, io utilizzerei solo i primi dieci minuti, le altre nove ore e cinquanta le metterei io. La funzione della vita è questa: di non servire a nulla. E se la letteratura ha uno scopo, è quello di farci sentire tutta la vita che ci manca, a cui abbiamo rinunciato per vivere la nostra.
Aldo Busi, Corriere della Sera 31.05.1996

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/07/la-funzione-della-vita-e-della-letteratura/feed/ 3
Il signore delle mosche di William Golding http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/06/il-signore-delle-mosche-di-william-golding/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/06/il-signore-delle-mosche-di-william-golding/#comments Sun, 05 Jun 2011 11:54:40 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2265 Il signore delle mosche
William Golding
Mondadori, Milano 1992

Romanzo a tesi, ma condotto con così tanta intelligenza e rara maestria da prenderti alle viscere oltre che al cervello.

La critica alle filosofie del buon selvaggio è narrata perfettamente: nessun potere hanno le parole, il buon senso, il richiamo alla civiltà, all’etica, ai valori. La velocità con cui l’apologo precipita velocemente verso l’inferno, senza alcuna motivazione se non la semplice natura umana, è frustrante e potentissima.

Nonostante una certa perplessità per le ultime due pagine, un libro la cui lettura è imprescindibile per chiunque.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/06/il-signore-delle-mosche-di-william-golding/feed/ 3
Consolazioni per scrittori frustrati http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/05/consolazioni-per-scrittori-frustrati/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/05/consolazioni-per-scrittori-frustrati/#comments Wed, 11 May 2011 11:50:09 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2182 Ogni qual volta mi risale la frustrazione da mancata pubblicazione, mi ripeto come un mantra che J.K. Rowling ha visto il suo Harry Potter rifiutato dodici volte. Nei momenti più disperati penso invece a Stieg Larsson. Nessuno meglio di lui per smettere istantaneamente di lagnarsi.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/05/consolazioni-per-scrittori-frustrati/feed/ 0
La possibilità di un’isola di Michel Houellebecq http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/05/la-possibilita-di-unisola-di-michel-houellebecq/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/05/la-possibilita-di-unisola-di-michel-houellebecq/#comments Tue, 03 May 2011 12:52:45 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2159 La possibilità di un’isola
Michel Houellebecq
Bompiani, Milano 2005

Nelle prime cinquanta pagine Houellebecq demolisce meticolosamente ogni barlume di beltà umana, poi si spinge oltre, e poi ancora più in là. Non salva niente: sentimenti, società, religioni, sistemi economici, cultura. L’abisso di nichilismo, come lo chiama la sovraccoperta, è reale e mi si addice, ma il finale nel bianco desertico, che pure suona inevitabile, mi lascia perplesso. O magari è la mia natura umana che tenta un ultimo moto di ribellione, perché effettivamente la fine del nichilismo non può che essere il nulla infinito.

Comunque notevole, probabilmente perfino più incisivo del pluripremiato Le Particelle Elementari.

Resta la curiosità di vedere il film che lo stesso Houellebecq ha scritto e diretto dal suo libro: bizzarramente non ha adattato la parte narrativa del protagonista alle prese con il suo fallimento esistenziale ma ha preferito girare solo i flash-forward del futuro, con il clone in pausa filosofica. Pare che faccia così schifo che ancora lo inseguono coi forconi.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/05/la-possibilita-di-unisola-di-michel-houellebecq/feed/ 0
Redenzione http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/04/redenzione/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/04/redenzione/#comments Wed, 13 Apr 2011 16:35:06 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2063 Una collina in periferia perduta nel nulla. Tramonto. Silenzio.

Vicino a un albero, due uomini in controluce. Uno dei due sta scavando con una pala, l’altro gli punta una pistola contro.

L’uomo con la pala è stravolto, molto più di quello che ci si aspetterebbe da uno che ha scavato solo poca terra. Continua a guardare l’uomo con la pistola, che resta impassibile.

L’uomo con la pala va avanti a scavare, e lacrime scendono sul suo volto, non si sa se per la polvere, la fatica o perché sta piangendo. “Ti prego!” sussurra dopo un po’ guardando l’uomo con la pistola. Questi non si muove nemmeno, resta immobile con il braccio teso e la pistola pronta a sparare. L’uomo con la pala abbassa la testa, singhiozza e continua a scavare.

La fossa è ormai profonda più di un metro. L’uomo è stanchissimo. “Ho finito,” dice con un filo di voce.

L’uomo con la pistola finalmente apre bocca; sentiamo la sua voce per la prima volta: “Tirati su,” dice. L’uomo con la pala solleva le braccia e tenta di uscire dalla fossa che ha scavato. Fa scivolare la pala sul suolo e faticosamente riesce a tirarsi fuori. Si alza in piedi.

I due uomini si guardano negli occhi. “Adesso è il momento,” dice freddo l’uomo con la pistola che non ha mai smesso di puntargli l’arma contro.

L’uomo condannato a morte supplica il perdono. Farfugliando parole su parole dice che gli dispiace, che non poteva sapere, che se l’avesse saputo non avrebbe certo agito in quel modo, che se potesse tornerebbe indietro. E’ distrutto, piange, cade sulle ginocchia, guarda spaventato l’altro uomo che non ha alcuna reazione. La pistola gli è sempre puntata contro.

“Ti prego, perdonami,” dice in un ultimo disperato tentativo.
L’uomo con la pistola gli nega la grazia.
Il condannato a morte china la testa.
“Un colpo dritto in fronte, così cadi giù e farò meno fatica a seppellirti.”

Le due sagome sono nere nella luce rossa del tramonto. Il condannato alza gli occhi e guarda l’uomo con la pistola. Ha uno sguardo diverso, è sì distrutto ma più distante, come se in fondo avesse accettato la sua morte, come se comprendesse che l’altro non avrebbe davvero potuto perdonarlo. Troppo grave è stata la sua colpa.

L’uomo con la pistola lancia l’arma verso il condannato. “E’ carica. Procedi.”

Il condannato afferra la pistola al volo. La guarda tra le sue mani. L’altro uomo aspetta. Il condannato impugna la pistola e lentamente la solleva per poggiarla sulla sua fronte.

Di scatto, tende invece il braccio e spara verso il suo carnefice. Il colpo risuona nell’aria.

L’uomo però non cade a terra. Il condannato è sorpreso, l’ha colpito, ne è sicuro. Poi capisce. La pistola era caricata a salve.

Sorridendo impercettibilmente, l’uomo dice “Era la tua sola possibilità di redenzione. L’hai sprecata.”

NERO – TITOLI DI CODA

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/04/redenzione/feed/ 2
Anche i libri in 3D http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/04/anche-i-libri-in-3d/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/04/anche-i-libri-in-3d/#comments Wed, 06 Apr 2011 11:40:09 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=2029 Mi attacco anche io ai recenti pensieri di Filippo e nessuno2001 sul cinema tridimensionale perché ho scoperto che sono comparsi anche i primi libri in 3D. Questa mania dilaga come Gmork.

Questo mese la casa editrice Taschen ripubblica in 3D i suoi The Big Book of Breasts e The Big Penis Book. Recita il comunicato stampa:

Grazie alle magiche meraviglie del mondo digitale, 90 foto dai libri originali più 18 sconvolgenti nuovi scatti sono stati trasformati dal noioso 2D del secolo scorso al 3D di più nuova generazione dai maghi della Brain Factory, responsabili dei film in 3D di Tim Burton. Queste nuove edizioni hanno una diversa introduzione, un layout migliorato e sono accompagnate da un paio di occhiali per anaglifi rosso/blu.

Taschen 3D

Quanta classe, direbbe Filippo.

Fortuna che esiste Better World Books. (Per chi non la conoscesse, è un’azienda fondata da una coppia di amici dell’Indiana con lo scopo di recuperare libri abbandonati nel mondo, trovar loro un nuovo lettore, e raccogliere contemporaneamente fondi per aumentare l’alfabetizzazione mondiale. Facendo viaggiare 24 tonnellate di libri usati BWB ha finora raccolto più di 9 milioni di dollari e donato più di 3 milioni di libri ad associazioni culturali. Il tutto tra l’altro senza il minimo carico ambientale.) Con questa gustosa pagina del blog, BWB annuncia l’introduzione dei grandi classici della letteratura in 3D:

Immaginatevi di godervi i classici con un’immersione mai provata prima d’ora. Ballate il charleston con il Grande Gatsby, siate proprio lì con Ismaele quando annuncia “Chiamatemi Ismaele.” Grazie alle meraviglie della moderna tecnologia potete godervi Dostoevsky e Faulkner con il 3D più cavaocchi! Trasformate anche il più polveroso dei vostri vecchi tomi in un appassionante viaggio sull’ottovolante!

Better World Books 3D

La cosa migliore è che questo pesce d’aprile di BWB ha lo stesso identico tono del comunicato vero della Taschen. Dove però lo supera è nel paragrafo con le clausole di esonero di responsabilità:

ATTENZIONE: Si prega di usare gli occhiali BWB3D™ solo come indicato. Mentre si indossano gli occhiali BWB3D™ è vietato guardare direttamente monitor di computer, forni a microonde in funzione, l’orizzonte, raggi laser, cruscotti delle auto, luci fluorescenti, blog, segnali in aeroporto, superfici riflettenti, asciugamani, scrivanie, cose marroni, altre persone che indossano gli occhiali BWB3D™, gatti domestici e l’aria. Mai e poi mai bagnare gli occhiali BWB3D™ con acqua o dar loro da mangiare dopo mezzanotte. Evitare di ragionare troppo quando si indossano gli occhiali BWB3D™: circa il 3% dei soggetti hanno registrato effetti collaterali indesiderati tra cui mal di testa, nausea, tremore, fiato corto, viaggi nel tempo. Se sorgono problemi con l’uso degli occhiali BWB3D™, si prega di consultare il manuale utente BWB3D™. Si prega di non leggere il manuale utente BWB3D™ con gli occhiali BWB3D™.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/04/anche-i-libri-in-3d/feed/ 1
Sei per dodici – tre: Lasciare un’impronta http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/03/lasciare-un-impronta/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/03/lasciare-un-impronta/#comments Mon, 07 Mar 2011 08:07:16 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=1936 Ogni grande scrittore ricrea il mondo secondo le proprie specificazioni. E’ qualcosa di simile allo stile, quello di cui sto parlando, ma non è solo questione di stile. E’ il tipo inconfondibile e unica firma che lo scrittore lascia su qualsiasi cosa egli scriva. E ne fa il suo mondo e niente altro. Raymond Carver, Il mestiere di scrivere

Sintetizzando e mettendo su scheda:

Non sforzarti di imitare il modo di guardare le cose di qualcun altro. Raymond Carver

“Lo stile è l’impronta di ciò che si è in ciò che si fa” scriveva René Daumal. Mi pare impossibile lasciare impronte altrui sulle proprie cose, quindi suvvia, dov’è la difficoltà dello stile?

Lo stile è ciò che un artista usa per irretire lo spettatore, in modo da potergli trasmettere i propri sentimenti, le emozioni, i pensieri. Sono questi a dovere essere drammatizzati, non lo stile. La messa in scena deve trovare uno stile proprio, cosa che farà solo se riesce davvero a impadronirsi del contenuto. Stanley Kubrick, Sight & Sound #30.01, 1961

Ah, ecco dov’era.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/03/lasciare-un-impronta/feed/ 1
Trama n.3 – Habemus Papam http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/02/trama-n-3-habemus-papam/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/02/trama-n-3-habemus-papam/#comments Tue, 22 Feb 2011 10:53:25 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=1851 L’elezione al soglio pontificio scatena la profonda crisi di fede e coscienza che covava nell’animo del nuovo Papa fin dai tempi dell’adolescenza in seminario. In un raptus di razionalismo e forte del dogma dell’infallibilità papale, il pontefice sfida l’esistenza di Dio e della sua Chiesa compiendo la più turpe serie di oscenità e delitti immaginabile: torture, omicidio, stupro, infanticidio, cannibalismo e suicidio per asfissia erotica. Il tutto ovviamente in diretta TV. Per rimediare il pasticcio, il concistoro si riunisce in tutta fretta, tradendo preoccupazione e nervosismo: scaricheranno i cardinali la colpa allo Spirito Santo che li ha consigliati male, o si rifugeranno dietro la balla del Signore che opera per vie misteriose?

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/02/trama-n-3-habemus-papam/feed/ 2
Dracula di Bram Stoker http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/dracula-di-bram-stoker/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/dracula-di-bram-stoker/#comments Mon, 31 Jan 2011 09:56:07 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=1727 Dracula
Bram Stoker
Mondadori, Milano 2005

Perfetto esempio di libro che tutti conoscono ma che quasi nessuno ha letto, Dracula è un capolavoro di intelligenza, stile e costruzione.

Bram Stoker si serve della forma epistolare, di solito più adatta ai romanzi di introspezione che a quelli di azione, per innescare abilmente la suspense e soprattutto per orchestrare un sistema di punti di vista via via sempre meno attendibili: l’inaffidabilità dei narratori, tutti in condizioni psicologiche alterate, conferisce alla vicenda i contorni inquietanti e sfumati di un vero incubo.

In un romanzo in cui il protagonista eponimo quasi non appare, il finale brusco che chiude frettolosamente una caccia al vampiro durata centinaia di pagine non fa che amplificare il senso di sinistra incertezza.

Lontano anni luce dalle versioni romantiche del mito del vampiro che verranno, tanto quelle splendide di Anne Rice che quelle puerili di Twilight, il Conte Dracula di Stoker è animalesco, primitivo e terrorizzante, un insetto famelico che zampetta agilmente nel regno del metafisico.

Il pur notevole di film di Coppola che a questo libro si ispira con presunta fedeltà è viziato dalla stessa chiave sensuale. Il miglior adattamento resta ancora Nosferatu di Murnau, appropriatamente rigido, polveroso e sconcio come un cadavere decomposto. Consiglio di vedere il film e dopo leggere il libro. E poi di dormire, se ci riuscite.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/dracula-di-bram-stoker/feed/ 1
Trama n.2 – Alla ricerca del Proust perduto http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/trama-n-2-alla-ricerca-del-proust-perduto/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/trama-n-2-alla-ricerca-del-proust-perduto/#comments Fri, 28 Jan 2011 14:01:31 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=1602 Un uomo è ossessionato dalla Recherche di Proust. Passa l’intera sua vita a leggerla, riscriverla minuziosamente a mano su quaderni a righe, rileggerla, una frase dal libro e una dai quaderni, impararla a memoria e recitarla a se stesso, registrandosi col magnetofono e riascoltandosi poi rileggendo di nuovo ancora e ancora dai libri e dai quaderni finché non prende forma nella sua mente la folle idea di darle un sequel. Mentre viaggia col treno per l’Europa per fare “ricerche” per il suo libro, si convince di aver scoperto un ottavo volume lasciato incompiuto da Proust (cioè più incompiuto degli altri), ovviamente si illude di essere predestinato a completarlo e così facendo, in un delirio superomistico d’autore fallito, decide di ammalarsi di polmonite e poi muore.

(Metafora dell’artista post-moderno che invece di darsi una mossa e inventare qualcosa di nuovo rimugina e rimpasta quello che qualcun altro ha fatto, codardo.)

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/trama-n-2-alla-ricerca-del-proust-perduto/feed/ 0
Sei per dodici – due: Sgobbare e persistere http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/sei-per-dodici-due/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/sei-per-dodici-due/#comments Wed, 19 Jan 2011 08:34:11 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=1627 Il secondo consiglio per scrittori che Raymond Carver tiene appeso sulla parete davanti la propria scrivania è una frase di Isak Dinesen, pseudonimo di Karen Blixen.

Solo apparentemente pessimista, ricorda che sgobbare e persistere è la prima regola per qualsiasi cosa fatta bene.

Scrivi un po' ogni giorno, senza speranza e senza disperazione. - Isak Dinesen/Karen Blixen

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/sei-per-dodici-due/feed/ 0
Trama n.1 – Il nemico dello scrittore http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/trama-n-1-il-nemico-dello-scrittore/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/trama-n-1-il-nemico-dello-scrittore/#comments Mon, 17 Jan 2011 09:00:17 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=1605 Un uomo strappa delicatamente un foglio di carta igienica su cui si intravedono parole ben ordinate su righe come in un libro stampato. Compie il gesto con una lentezza estetizzante e si pulisce con una soddisfazione indicibile. Flashback in cui seguiamo il lunghissimo processo para-industriale che ha portato tutte le copie dell’ultimo successo editoriale del suo acerrimo nemico a essere comprate, raccolte, smantellate, trattate chimicamente per essere trasformate in una serie di rotoli di carta igienica con cui lui si può pulire il culo per tutto il resto della sua vita.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/trama-n-1-il-nemico-dello-scrittore/feed/ 0
La concorrenza è spietata http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/la-concorrenza-e-spietata/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/la-concorrenza-e-spietata/#comments Tue, 04 Jan 2011 09:02:52 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=1455 Commediografo: Le volevo chiedere, a che età i bambini iniziano a scrivere?
Psichiatra: Senta, c’è un romanzo assolutamente geniale scritto da un bambino di quattro anni.
Commediografo: Davvero?
Psichiatra: “Little Winky” di Horace Azpiazu.
Commediografo: Che carino.
Psichiatra: Non direi. Little Winky è un violentissimo anti-semita. La storia segue la sua iniziazione nel clan, la sua immersione dell’industria degli snuff porno e la sua definitiva degradazione per mano di un ex-carcerato nero di nome Eric Washington Jackson Jones Johnson…
Commediografo: Scritto da un bambino di quattro anni?
Psichiatra: …Jefferson.
Commediografo: Wow, scritto da un bambino di quattro anni.
Psichiatra: Beh, Azpiazu si è suicidato quando ne aveva cinque.
Charlie Kaufman
Synecdoche, New York [USA 2008]

Ecco, Kaufman si conferma il genio delle paranoie d’autore.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/la-concorrenza-e-spietata/feed/ 0
Sei per dodici: Accuratezza d’espressione http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/sei-per-dodici-accuratezza-d-espressione/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/sei-per-dodici-accuratezza-d-espressione/#comments Mon, 03 Jan 2011 09:40:55 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=1420 Ho letto Il Mestiere di Scrivere di Raymond Carver: a dispetto di quel che fa intendere il titolo, l’unico saggio veramente in tema è il primo – gli altri sono prefazioni alle sue raccolte di racconti, con quasi nessun insegnamento per gli aspiranti scrittori.

Nel saggio “Sulla scrittura creativa” Carver confessa l’abitudine di tenere appese sulla parete vicino la propria scrivania alcune frasi di scrittori che ammira, stampate su schede sei-per-dodici.

Consiglio validissimo, che metto subito all’opera qui con la prima scheda attaccata da Carver sulla sua parete, e ora sulla mia.

Una fondamentale accuratezza di espressione è il solo e unico principio morale della scrittura. -Ezra Pound

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2011/01/sei-per-dodici-accuratezza-d-espressione/feed/ 0
L’ultimo amante di Banana Yoshimoto http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/12/lultimo-amante-di-banana-yoshimoto/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/12/lultimo-amante-di-banana-yoshimoto/#comments Sun, 12 Dec 2010 11:46:09 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=1269 Da una trama classica (lei incontra lui), Banana Yoshimoto aveva tirato fuori con Kitchen un piccolo capolavoro di atmosfera, non detti, sensazioni e immagini: quando la leggerezza non fa il paio con inconsistenza. Alla fine della lettura era rimasto qualcosa di flebile, ma luminoso. Indubbiamente era presente, anche se “le parole sono sempre troppo crude e finiscono con lo spegnere luci preziose e fievoli.” La Yoshimoto in qualche modo c’era riuscita.

Folgorato da quella lettura, in libreria mi ero ritrovato davanti allo scaffale coi suoi libri: settanta centimetri di titoli monoparola con costole dai colori vividi, nell’insieme un effetto gradevole. Scelsi Il Corpo Sa Tutto, per il titolo meno banale degli altri. Come spesso succede nelle raccolte di racconti, l’esito era stato discontinuo e nel complesso l’impressione di esilità mi aveva tolto un bel po’ di gusto nella lettura. L’entusiasmo si era spento, dovevo ammetterlo, e le nostre strade si erano allontanate.

Ho rincontrato Banana solo qualche mese fa a casa di un amico. Avevo frequentato altre scrittrici, e lei stava lì, sullo scaffale, con meno centimetri del solito ma col consueto cromatismo gradevole. Ho ceduto. “Posso prenderti qualcosa della Yoshimoto?” avevo chiesto.

N.P. è stato il libro che ci ha riavvicinato: una storia affascinante e anche ben costruita. Dai, Banana, magari avevi ragione tu, forse ero stato impulsivo, lo sono spesso. Però procedevi stentata, le tue parole si ripetevano in modo esasperante, i dialoghi e le descrizioni non si amalgamavano e l’atmosfera non prendeva mai corpo. Alla fine, tra “malinconie struggenti”, “atmosfere particolari”, “sensazioni stranissime” e “silenzi preziosi” la parola che più avevo in mente era cliché.

Ma Banana insisteva, non mollava, voleva essere letta. A piccole dosi, l’ho frenata, e ho preso Lucertola. Non ho la minima idea di quali storie contenesse, eppure le ho lette, ne sono sicuro. Come una serata al pub in cui lei ti parla, ti parla, e la mattina dopo non ricordi nulla. Siamo stati bene ieri sera, no?, ti dice quando ti ritelefona, e non sai cosa rispondere.

E poi è stata la volta di L’Ultima Amante di Hachiko e la scoperta della verità, pura e semplice: letto uno, letti tutti.

Non era un brutto libro, anzi. Però quasi perfettamente sovrapponibile agli altri. Memo per il futuro: non leggere mai due libri della Yoshimoto di fila, ti si confondono l’un l’altro e non capisci più cosa era successo in questo o in quello. Comunque, la trama non ne risente.

E così, dopo un paio di mesi di pausa e un buon numero di altre frequentazioni, ieri sera Banana mi aveva convinto di nuovo. Stava rannicchiata sul comodino da settimane, ho allungato il braccio e l’ho presa. Alle due e mezza ero lì che leggevo Tsugumi, pagina dopo pagina, sbadigliando, ma certo per il sonno. Poi sono arrivato alla trentatré e mi son detto: ma… me ne frega qualcosa?

“Prendili, prendili tutti, tanto non li rileggerò di certo,” aveva risposto quel mio amico, evidentemente anche lui un innamorato deluso. Domani gliela riporto, tutta. Addio Banana, è stato un amore intenso ma breve, il nostro.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/12/lultimo-amante-di-banana-yoshimoto/feed/ 1
Invito alla lettura di Jonathan Coe http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/11/invito-alla-lettura-di-jonathan-coe/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/11/invito-alla-lettura-di-jonathan-coe/#comments Sun, 28 Nov 2010 09:56:30 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=1194 Jonathan Coe è uno scrittore inglese che ha studiato a Birmingham, città che fa da scenario alla maggior parte delle sue storie. I suoi romanzi presentano personaggi immaginari ma calati nel vivido e reale contesto della società inglese degli ultimi quarant’anni.

Il tratto principe dei romanzi di Coe è la notevole capacità di raccontare i temi sociali inscrivendoli in storie appassionanti e umanissime che fanno da veicolo alla soggiacente critica senza renderla ovvia. La sua preoccupazione di indagare il marcio dell’Inghilterra non potrebbe esser più chiara, ma Coe non perde mai di vista né la trama, sempre dinamica, né i personaggi, tratteggiati in modo brillante. Sfuggendo il rischio di moralismo o di didatticismo, i libri di Coe dicono moltissimo della società inglese che raccontano, delle persone che la costituiscono e, per estensione, di noi tutti.

La struttura a incastro, con passato e presente spesso parallelamente raccontati, e soluzioni espositive originali (differenti voci narranti, inserti extra-narrativi, patchwork di fonti) sono il tratto stilistico più evidente, anch’esso dosato alla perfezione. Anche quando non strettamente funzionali ai temi indagati, l’abilità di Coe nel creare una struttura solida avvince dalle prime pagine e conduce speditamente verso il finale. Mai manierista, l’artificiosa costruzione dei romanzi è tanto il binario su cui i personaggi si muovono quanto un modo originale per restituire il casino delle nostre vite.

Donna per Caso è il primo romanzo di Coe, scritto nel 1987: la storia di una ragazza che subisce senza scomporsi la proverbiale serie di sfortunati eventi che potremmo sintetizzare come “vita”, osservata da un narratore onnisciente che la osserva con lo stesso disincanto e cinismo con cui Maria osserva il mondo. Nonostante alcune scene di sublime sottigliezza, nell’insieme non risulta ben congegnato: il gioco di Coe è chiaro e in parte diverte, ma forse pesa la mancanza di un finale incisivo.

L’Amore non Guasta racconta le giornate di un ragazzo, aspirante scrittore, con la sua coinquilina. Coe tenta di rinnovare la formula del romanzo giovanile inserendo nella narrazione le quattro storie scritte dal suo protagonista. Sfortunatamente, risultano molto più riuscite del resto. D’altra parte potrebbe anche voler dire che l’arte è migliore della vita.

Questa Notte mi Ha Aperto gli Occhi è il primo romanzo interamente piacevole: una trama gialla ben congegnata, ricca degli andirivieni temporali e degli incastri che saranno gestiti magistralmente nelle opere successive, con un protagonista passivo come la donna del romanzo di esordio ma molto più simpatico e vivido. Con due libri rodaggio alle spalle, qui Coe si prepara al balzo, e dopo saranno tutti capolavori.

La Famiglia Winshaw mostra con chiarezza l’impressionante maturazione di Coe rispetto alle opere precedenti. Quattro anni di scrittura per una saga familiare che diventa potente metafora dell’Inghilterra degli anni ’80: ciascun membro dei Winshaw compie sulla società inglese un terribile crimine (ecologico, culturale, economico), rovinandola probabilmente per sempre. Critica satirica degli anni dominati dalla Tatcher, il libro è un perfetto esempio di storia che racconta la Storia. Ogni volta che lo rileggo sogno un analogo libro italiano che renda conto di tutti i fili del male che questo paese sta tessendo da cinquant’anni, tra mafie, politici corrotti, evasori fiscali, media mogul, produttori di spazzatura culturale e affaristi resi miopi dal denaro.

La Casa del Sonno è il meno politico-sociale dei romanzi di Coe e racconta le vicende di un gruppo di studenti su due linee temporali parallele, distanti un decennio. Con una manciata di personaggi impossibili da dimenticare, un affascinante contesto onirico e mirabili simmetrie tra passato e presente, Coe scrive un libro di sterminata bellezza, in cui le parole, frase dopo frase, hanno la consistenza dei granelli di zucchero sulla punta della lingua.

La Banda dei Brocchi e Circolo Chiuso costituiscono un romanzo di formazione multipla, in due puntate. Poiché racconta gli anni ’70 e gli anni ’90, viene considerato l’ampliamento della visione satirica di Coe sull’Inghilterra, in grado di osservare con lucidità trent’anni di decadenza del macrocosmo britannico mentre il microcosmo regge, lotta e sogna.

Con La Pioggia prima che cada Coe mette da parte la vena politico-sociale e racconta la storia di una anziana signora, appena scomparsa, attraverso le fotografie e i nastri registrati che ha lasciato alla nipote. Riducendo al minimo i consueti salti narrativi, coincidenze nei capitoli, incontri lontani nel tempo, Coe racconta una semplice storia fatta di ricordi e segreti. Poi arrivi in fondo e ti accorgi che le coincidenze, le sorprese e gli incastri ci sono comunque, come se non fosse lo stile dei romanzi di Coe a crearli ma la vita stessa.

Il nuovo libro, I terribili segreti di Maxwell Sim, è da poco uscito per Feltrinelli.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/11/invito-alla-lettura-di-jonathan-coe/feed/ 0
Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/11/il-libro-dellinquietudine-di-bernardo-soares/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/11/il-libro-dellinquietudine-di-bernardo-soares/#comments Thu, 04 Nov 2010 23:59:02 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=974 Pessoa: Il libro dell'inquietudine. CopertinaIl libro dell’inquietudine di Bernardo Soares
Fernando Pessoa
Feltrinelli, Milano 2000

Si potrebbe liquidare il tutto dicendo “Una sega mentale di 280 pagine.” Non che non sia vero, eppure ci sono frammenti scritti meravigliosamente che toccano indiscutibilmente malesseri molto umani, e si scopre che un secolo fa qualcuno aveva già il male di vivere che certi psico-sociologi attribuiscono al decadimento di questi anni.

Il che potrebbe anche voler dire che nell’ultimo secolo non abbiamo fatto nessun passo avanti.

Ma senza divagare: nonostante la pesantezza e un’impressione di cupio dissolvi, il libro merita, specie se si è di animo propenso allo spleen. Come ha scritto un certo Marco su Anobii, “i pensieri di molti esposti come pochi.”

E poi, senza questo libro non esisterebbe questo blog.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/11/il-libro-dellinquietudine-di-bernardo-soares/feed/ 1
Autostima http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/10/autostima/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/10/autostima/#comments Tue, 19 Oct 2010 23:07:20 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=570 E’ curioso come un articolo che mi piaceva tanto a pensarlo, quando lo scrivo mi piaccia già meno, poi lo leggo e insomma non è che scorra via granché, allora lo correggo e non mi piace più, e quando lo vedo online penso che era meglio lasciar perdere.

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/10/autostima/feed/ 0
Secondo post http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/10/secondo-post/ http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/10/secondo-post/#comments Mon, 04 Oct 2010 08:33:12 +0000 Marcel http://www.ilblogdellinquietudine.it/?p=175 Il secondo post è per lui, che inconsapevolmente dal 1913 andava scrivendo un blog.

…tutte queste apprendiste che parlano presso il loro atelier, questi giovani impiegati che ridono sotto le finestre dell’ufficio, queste servette pettorute che ritornano dalle compere pesanti, questi garzoni che fanno la loro prima commissione; tutto ciò è una stessa incoscienza diversificata in volti e in corpi distinti, come fantocci mossi da fili che li collegano alle dita della mano di un essere invisibile. Camminano con tutti gli atteggiamenti con i quali la coscienza di manifesta e non hanno coscienza di nulla perché non hanno coscienza di avere coscienza. Alcuni vecchi, altri giovani, sono della stessa età. Alcuni uomini, altri donne, sono di uno stesso sesso inesistente. Alcuni intelligenti, altri stupidi, sono tutti ugualmente stupidi.
Fernando Pessoa
Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares

]]>
http://www.emiliodalessandro.it/ilblogdellinquietudine/2010/10/secondo-post/feed/ 0